Solidarietà al Cestes

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole svolge da tempo un lavoro meritorio di sensibilizzazione rivolto a dirigenti e docenti contro la promozione – all’interno dei Percorsi di orientamento al lavoro e non solo – delle numerose attività, conferenze, dimostrazioni promozionali che le diverse Forze Armate, sotto il cappello dell’educazione alla sicurezza e alla legalità, conducono nelle scuole fornendo ad alunni di tutte le età, anche molto piccoli, strumenti concettuali e operativi per acculturare alla vita militare e alla guerra. In un momento in cui in tutto il mondo le aggressioni e le guerre si moltiplicano e la spesa militare è in aumento, è utile per le scuole avviare una riflessione sul fatto che acculturare alla vita militare e alla guerra possa entrare in contraddizione col dettato e lo spirito della Costituzione e con la finalità prioritaria di educazione alla pace e alla non violenza che le scuole della Repubblica conducono ogni giorno. Per questo il Cidi di Napoli – ritenendo che vada ogni contro principio pedagogico esporre bambini e bambine, ragazzi e ragazze alla cultura della guerra – è a favore del lavoro dell’Osservatorio. E trova perciò gravissimo che, come si apprende dalla stampa, per iniziativa del MIM sia stato escluso dalla piattaforma Sofia il corso del Cestes (Centro Studi Trasformazioni Economico-Sociali) sul tema della guerra e del genocidio, corso di formazione on line previsto per il 4 novembre, un giorno dall’alto valore simbolico che onora il ricordo di tutti i caduti per la patria e le Forze Armate. Il corso è condiviso proprio con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università e aveva registrato, secondo quanto riferiscono gli organizzatori, un alto numero di adesioni, a dimostrazione che i docenti, nella loro libertà di insegnamento e formazione, tutelata dall’art.33, sanno da che parte stare.
Chiediamo un passo indietro su questa censura, che disconosce il diritto alla libera iniziativa di formazione per I lavoratori della scuola e contraddice il significato profondo dell’art. 11 della Costituzione come un essenziale caposaldo dei percorsi di cittadinanza attiva nelle scuole.

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