Quale Orientamento?
REPORT
4 dicembre 2023, Liceo Genovesi, Napoli
Il CIDI di Napoli, nell’ambito delle iniziative del programma 2023-2024, ha promosso, in collaborazione con il Liceo Genovesi di Napoli, un ciclo di incontri intitolato “Quale Orientamento” al fine di consentire momenti di riflessione critica comune sugli aspetti di una riforma per molti aspetti discutibile e calata dall’alto e anche per favorire la possibilità di scambiarsi soluzioni e pratiche. In altri termini ci si è mossi, come associazione di insegnanti, a supporto delle scuole, per non subire le riforme, ma per agire e reagire in modo partecipato, collettivo e democratico.
Nello scorso mese di maggio si era svolto al Liceo Genovesi un incontro con la Dirigente Maria Teresa Stancarone, invitata per il MIM, la dott.ssa Paola Parente esperta di orientamento (e autrice del volume “Orientamento” edito da Hoepli) e un nutrito tavolo di Dirigenti scolastici e docenti per commentare le Linee guida e le prime indicazioni.
Il giorno 4 dicembre, sempre presso il Liceo Genovesi, raccogliendo un bisogno sentito ed espresso da molti docenti delle scuole, il Cidi ha promosso due focus group, coordinati da Diomede Mazzone e Germana Ianuario, per un confronto di tipo pratico e operativo tra i protagonisti, ovvero gli orientatori e tutor di diverse Istituzioni scolastiche della città (ne sono intervenute 13), chiamati a confrontarsi con i principali nodi problematici emersi nelle loro scuole.
Si è partiti dal sottoporre ai tavoli alcune questioni problematiche, dubbi raccolti ascoltando le diverse realtà scolastiche su cui le indicazioni sinora ricevute dall’alto non hanno dato possibilità di risposta univoca o hanno generato confusione e ambiguità nell’interpretazione. I moderatori nell’introduzione hanno sottolineato che purtroppo poche questioni problematiche riguardano gli allievi, quasi non fossero il centro e il fine di questo processo. Molti sono i dubbi invece sulle relazioni interne alla comunità docente. Le si riporta qui di seguito.
Piccolo Decalogo delle questioni “calde” ….
- Quale criterio per l’assegnazione dei tutor agli alunni? I gruppi saranno fissi o variabili negli anni?
- Quali rapporti tra i tutor, i coordinatori di
- e tra i tutor e i d.c. degli allievi? quali modalità per l’interazione? e tra i tutor ed i docenti di sostegno per i ragazzi con PEI?
- Chi elabora il piano di orientamento di istituto? il collegio, i cdc, le ffss +… e allora.
- In quale rapporto sono tra loro tutor ed
- Quali competenze/finalità generali? Come misurare il raggiungimento delle competenze e quali criteri di valutazione applicati?
- Che tipo di progettazione è stata pensata per le 30h, una UDA esistente o un percorso nuovo? a chi tocca il compito di coordinare le attività delle 30h? In che modo questa scelta favorisce la realizzazione del piano
- Nella pratica, in quali modi il tutor si rapporta agli allievi assegnati e alle loro famiglie per la consulenza.
- Compilazione e-portfolio: quando, come, con quali elementi, con l’aiuto di chi?
- Come/quando avviene la registrazione delle attività svolte (dai ragazzi,. ma anche dai
tutor) …si costruisce un orario per l’orientamento? presenza/distanza?
- Come è stata risolta la questione legata alla retribuzione forfettaria? l’impegno delle ore è condizionante?
- …ma il “capolavoro”?
I moderatori hanno proposto a ciascuna delle scuole dei due gruppi di intervenire sulle questioni esplicitando lo stato dell’arte nelle loro scuole, secondo uno schema di analisi swot: un punto di forza risolto, una criticità, le opportunità e i rischi che si profilano all’orizzonte
L’obiettivo condiviso è stato fare in modo che dal confronto ciascuno potesse sia trovare nelle parole degli altri qualche spunto di soluzione per le proprie criticità, sia arricchire nello scambio di pratiche i punti di vista altrui, sia trovare conforto INSIEME rispetto alle perplessità, ai ritardi, ai dubbi.
Al tavolo 1 hanno partecipato docenti tutor ed orientatori delle seguenti scuole:
- ISIS Marconi di Giugliano
- Liceo Genovesi
- Liceo Margherita di Savoia
- Liceo Seneca di Bacoli
- Liceo Sannazaro
- Liceo Mazzini
Al tavolo 2 hanno partecipato docenti tutor ed orientatori delle seguenti scuole:
- Istituto Professionale Vittorio Veneto
- Liceo Fonseca
- Liceo Vittorini
- Liceo B. Vico
- ISIS Casanova
- Liceo Pansini
- Liceo Mercalli
- Liceo Labriola
- IS Elena di Savoia
Presente a questo ultimo tavolo con propri rappresentanti la Cooperativa Dedalus (che interviene con mediatori culturali nelle scuole).
I docenti intervenuti, in quanto Tutor e/o orientatori hanno affrontato in interventi mirati quasi tutti i punti sintetizzati nel documento iniziale.
Si elencano qui di seguito le principali risultanze (per comodità di lettura elencate punto per punto richiamando il “decalogo” iniziale):
- PUNTO 1) Assegnazione dei tutor agli allievi – Tutte le scuole hanno provveduto ad associare gli studenti ai docenti Tutor. La maggioranza delle scuole partecipanti hanno deciso di associare gli studenti per soluzioni legate a logiche che facilitassero la gestione degli Ogni tutor ha una propria classe e più parti di altre classi, così da minimizzare il numero di alunni non conosciuti. Una sola scuola ha deciso di associare solo studenti non appartenenti alle classi dei tutor, scelta motivata dalla volontà di permettere la costruzione di un rapporto individuale di tutoraggio, liberando tale rapporto dalle dinamiche di classe, siano esse positive o negative.
- PUNTO 2) non emergono
- PUNTO 3) Relazione tra tutor e consigli di classe – Molti lamentano scarsa consapevolezza da parte del corpo docente dei compiti che la riforma dell’orientamento genera per il consiglio di classe, compiti che esulano dai compiti dei Tutor. Ci si ricollega così al punto
- PUNTO 7) La progettazione delle 30 h (UDA) – Le 30 ore di didattica orientativa dovrebbero (secondo norma) essere a carico di tutti i docenti, ma pare che in molte scuole questa attività non sia stata ben compresa da chi non ha seguito il corso per Tutor e ne deriva una difficoltà di gestione dei rapporti tra tutor e cdc. In alcune scuole si è adottata una soluzione per le 30 h di tipo diverso: l’orientatore ha predisposto un modello per il piano di 30h già accolto dai tutor ed implementato dai consigli di classe senza criticità da parte dei componenti.
Ma va detto che nella maggior parte delle scuole l’interpretazione è stata completamente diversa: l’orientatore NON si occupa della progettazione, ma il suo compito è quello di gestire i contatti col territorio.
- PUNTO 4) Chi elabora il PIANO (coniugato con i PUNTI 7 e 8) – Tutte le scuole intervenute hanno provveduto a stilare un piano complessivo, includendo tutte le attività solitamente programmate nei singoli consigli di classi, così da affrontarli in chiave orientativa. Sono emerse, tuttavia, differenze sostanziali tra i Licei e gli Istituti Professionali e Tecnici, i quali sono avvantaggiati dal lavorare sia per obiettivi interdisciplinari, intrinsecamente
Da alcuni interventi emerge proprio questo rischio: nei licei si tende a programmare ancora per conoscenze, e in tali contesti la didattica orientativa rischia di giustapporsi a quella tradizionale senza integrarsi. La riforma, è stato osservato, potrebbe costituire quindi un’opportunità di cambiamento per i licei . MA ci si è chiesti: i DOCENTI SONO PRONTI AL CAMBIAMENTO?
Un rischio ulteriore segnalato è la SOVRAPPOSIZIONE, laddove non governata, tra ORIENTAMENTO e PCTO
- Questione “Capolavoro” – Allo stesso modo, i professionali hanno dimostrato un approccio più concreto e chiaro all’individuazione del cosiddetto “Capolavoro”. Bisogna sottolineare che tutti i piani emersi, più o meno definiti, prevedono percorsi condivisi tra studenti della stessa classe o di più classi ma in nessun caso il piano costruito prevede percorsi individuali, come invece richiesto dalle linee Sulle modalità di progettazione dei piani individuali è emersa una criticità di fondo: il piano personalizzato dovrebbe partire dall’alunno e non essere calato dall’alto (dal tutor o dal cdc) ma questo appare di difficile attuazione, al momento.
- PUNTO 10) Piattaforma e e-portfolio – Le scuole sono molto confuse sulla questione di chi debba occuparsi e come deve avvenire:
- l’iscrizione dell’alunno in piattaforma (alunno o famiglia)
- la compilazione della stessa (tutor o docente del consiglio di classe che di fatto svolge la singola attività orientativa).
Alcuni dubbi sorgono anche sulla questione dello spid per i minorenni.
- PUNTO 11) Quante ore fa il tutor, come si computano in relazione al modo in cui è retribuito – Solo alcune scuole hanno già stilato un “mansionario” del tutor, per definire cosa deve fare e approssimativamente quante ore dedicare ad attività o studente, così come sono state definite le modalità di incontro delle famiglie e, in alcuni casi, sono state anche pianificati appuntamenti nel mese di dicembre. Tutti hanno però lamentato una scarsa consapevolezza dell’effettivo impegno in termini di ore, da dedicare per singolo studente, dubitando di fatto sulla reale possibilità di costruire percorsi individuali In alcune scuole i tutor sono stati invitati a tenere una sorta di diario di bordo per registrare le attività, non solo in senso quantitativo (quante ore ha svolto il tutor), ma anche e soprattutto per avere materiale per ricostruire una narrazione dell’esperienza.
Sempre in merito al Punto 11, in diverse scuole si è deciso che la retribuzione del tutor sarà in funzione del numero di allievi.
Infine, diversi interventi hanno sottolineato la carenza di indicazioni relative a studenti BES con mediatori culturali e studenti con sostegno, che viceversa è apparso risolto nei tecnici includendo i docenti di sostegno nella progettazione
Il presente report sarà inviato a tutte le scuole iscritte e ai partecipanti al focus: ci si augura possa essere un utile strumento metariflessivo e di condivisione: nessuna delle risposte e/o dei dubbi emersi infatti prefigura LA soluzione ma nello scambio di opinioni si auspica di rinvenire una traccia comune.
Nel prossimo incontro affronteremo le criticità chiedendo anche l’intervento di esperti su singoli aspetti. L’incontro sarà destinato anche a tutti gli iscritti al CIDI di Napoli, non solo agli attuali intervenuti.