Centro Iniziativa Democratica Insegnanti di Napoli

Addio Giancarlo

Comunichiamo con dolore a quanti lo hanno conosciuto, ammirato e voluto bene che è morto Giancarlo Cerini, già vicepresidente nazionale del Cidi, ispettore, autore di moltissimi saggi sulla scuola che hanno formato generazioni di docenti ma soprattutto persona straordinaria per umanità, cultura, impegno generoso per una scuola democratica, per molti , soprattutto per noi del CIDI, un amico carissimo e un maestro sempre disponibile e acuto nelle sue analisi e nelle sue proposte. Era impegnato soprattutto nella scuola dei piccoli, come la chiamava lui, sapendo che lì si pongono le basi delle opportunità uguali per tutti ma attento e documentato su tutti gli aspetti della scuola di ogni ordine e grado, impegnato a tutto campo nella ricerca scientifica e didattica. Tutti coloro che lo hanno conosciuto personalmente, nei convegni o attraverso i suoi libri, oggi ne avvertiranno con dolore la perdita, ma il suo pensiero e i suli lavori continueranno ad arricchire il mondo della...

Documento dei Presidenti del CIDI

Per un’idea condivisa di scuola e di futuro Nella società dei media, di internet, delle piattaforme digitali, dei social e del mercato cresce un nuovo bisogno di cittadinanza. Cresce la necessità di operare per un mondo sostenibile e più giusto. La politica ha dunque il compito e la responsabilità di individuare il punto da cui ripartire. E oggi come ieri è la scuola il fondamento cui aggrapparsi e su cui scommettere. È urgente allora rimettere al centro l’istruzione e la formazione, il sapere e le competenze, l’organizzazione del lavoro scolastico e la formazione dei docenti, la didattica e l’apprendimento. I luoghi del l’apprendimento. Sapendo che c’è una scuola che non ha mai smesso di cambiare e che ha cercato di mantenere attuali il patrimonio dei grandi maestri del passato e il mandato che la Costituzione le ha consegnato. Consapevoli che la scuola ha affrontato con grinta e capacità le crescenti difficoltà della quotidianità educativa, aggravate da politiche sbagliate che hanno reso le risorse sempre più scarse e sempre più difficoltoso l’apprendimento di bambini e ragazzi. Quale scuola serve? La scuola che serve contiene il primo patto che la società degli adulti propone ai bambini fin dalla nascita e che poi rinnova a tre, a sei, a undici, a quattordici anni ed è lo stesso per tutti i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi almeno fino ai 16 anni, in cui lo scopo che motiva all’apprendimento è la soddisfazione dell’apprendere in sé, adeguato ai bisogni formativi e di vita propri di ciascuna età e non curvato esclusivamente sul futuro lavorativo. La scuola che serve, che forma e...

Il romanzo in Italia

Mercoledì 27 novembre e martedì 10 dicembre, dalle ore 15 alle 18 si discute di “Il romanzo in Italia: tempi e forme” con Giancarlo Alfano, Mariateresa Sarpi, Francesco De Cristofaro e Matteo Palumbo nell’Aula Magna del Liceo Genovesi, in Piazza del Gesù. Ai partecipanti sarà rilasciato attestato valido per 6 ore di formazione. Per prenotazioni, inviare una mail a: cidinapoli@gmail.com Scarica la...

Conversazioni in Floridiana

Sabato 12 ottobre alle ore 11 nel Salone delle feste del Museo Duca di Martina inizia il nuovo ciclo delle Conversazioni in Floridiana tra arte, letteratura, teatro e musica, dal tema ‘Natura e Arti’, quest’anno dedicato al mondo animale. Preziosi usignoli e altri animali  è il titolo del primo incontro, curato dalla dott. Luisa Ambrosio, direttrice del museo “Duca di Martina”  e da Mariateresa Sarpi, dirigente del MIUR. In allegato il programma completo dell’iniziativa. Conversazioni in...

Solidarietà alla prof. Rosa Maria Dell’Aria

Il CIDI di Napoli esprime la propria solidarietà alla prof. Rosa Maria Dell’Aria, sanzionata per le idee liberamente espresse dai propri studenti. Leggi qui le considerazioni di Beppe Bagni, presidente del CIDI Nazionale e di Mario Ambel, direttore della rivista...

APPELLO CONTRO LA REGIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI ISTRUZIONE

Come è noto, le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno, tra l’altro, chiesto al Governo forme ulteriori e condizioni specifiche di autonomia in materia di istruzione e formazione. L’obiettivo è quello di regionalizzare la scuola e l’intero sistema formativo tramite una vera e propria “secessione” delle Regioni più ricche, che porterà a un sistema scolastico con investimenti e qualità legati alla ricchezza del territorio. Si avranno, come conseguenza immediata, inquadramenti contrattuali del personale su base regionale; salari, forme di reclutamento e sistemi di valutazione disuguali; livelli ancor più differenziati di welfare studentesco e percorsi educativi diversificati. Di fatto viene meno il ruolo dello Stato come garante di unità nazionale, solidarietà e perequazione tra le diverse aree del Paese; ne consegue una forte diversificazione nella concreta esigibilità di diritti fondamentali. La proposta avanzata dalle Regioni si basa sulle previsioni contenute nell’art. 116 della Costituzione, modificato dalla riforma del Titolo V approvata nel 2001, che consente a ciascuna Regione ordinaria di negoziare particolari e specifiche condizioni di autonomia. Fino ad oggi quelle disposizioni non erano mai state applicate, essendo peraltro già riconosciute alle Regioni potestà legislativa regionale esclusiva e concorrente in molte materie; ora invece, nelle richieste avanzate da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, gli effetti dell’autonomia regionale ulteriormente rinforzata investono l’intero sistema dell’istruzione con conseguenze gravissime. Vengono meno principi supremi della Costituzione racchiusi nei valori inderogabili e non negoziabili contenuti nella prima parte della Carta costituzionale, che impegnano lo Stato ad assicurare un pari livello di formazione scolastica e di istruzione a tutti, con particolare attenzione alle aree territoriali con minori risorse disponibili e alle persone in condizioni di svantaggio economico...